Dopo il referendum per l’acqua pubblica, bisogna continuare a pagare le bollette dell’acqua?

Formia(04 dicembre 2011): Il 13 e 14 giugno ci sono stati i referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Il referendum è stato vinto, ma noi continuiamo a pagare l’acqua a un privato. E allora? Abbiamo solamente perso tempo? E’ giusto continuare a pagare l’acqua a un privato?

In realtà anche prima del 13 giugno non era giusto pagare l’acqua ai privati, ma i referendum per l’acqua pubblica hanno sancito giuridicamente una volta per tutte il principio dell’acqua “bene comune”, e che la stessa acqua non può essere gestita dai privati. Il 57% degli italiani e il 58% dei cittadini di Formia hanno detto no ad Acqualatina.

E allora perché continuiamo a pagare le bollette ai privati?

Il governo ha avuto 60 giorni di tempo per legiferare circa il vuoto legislativo derivante dall’abrogazione della legge, ma ha deciso di non adempiere alla propria prerogativa costituzionale. Sia per il primo quesito referendario, che prevedeva, de facto, la pubblicizzazione dell’acqua, e sia sul 7% della remunerazione del capitale. Insomma, non ha fatto nulla, proprio come se nulla fosse accaduto, disattendendo la volontà popolare della maggioranza dei cittadini e la loro sovranità, che è alla base dell’art. 1 della Costituzione. Per questi motivi è giusto non pagare più le bollette dell’acqua ed aderire alla proposta di obbedienza civile lanciata dal comitato nazionale per l’acqua pubblica.

E cosa sarebbe questa “obbedienza civile?”

Si tratta di obbedire pedissequamente al risultato dei quesiti referendari e di obbedire alla Costituzione Repubblicana che prevede che l’esito referendario dovrebbe vincolare il Governo e il Parlamento a legiferare secondo le indicazioni del voto referendario.

E quindi anche Acqualatina non si è adeguata ai quesiti referendari?

Acqualatina ha fatto molto di più, è andata oltre. L’11 novembre, c’è stata una conferenza dei sindaci, che a maggioranza, ha deliberato la modifica alla convenzione di gestione che lega i comuni della provincia di Latina ad Acqualatina. Una delibera, in buona sostanza, che dice ad Acqualatina di proseguire come se niente fosse. E inoltre i sindaci, compreso il sindaco Forte, hanno approvato la richiesta di Acqualatina di non decurtare le bollette del 7%, pari alla remunerazione del capitale.

 

Alla faccia dell’adeguamento referendario!!!

E questo è niente. La conferenza dei sindaci, compreso il vostro sindaco Forte, avrebbe dovuto provvedere a ridurre le tariffe dell’acqua del 7%, così come previsto dal secondo quesito referendario. E invece sapete cosa hanno fatto?

No.

Non solo non hanno diminuito le tariffe del 7% ma si sono permessi addirittura di aumentare le tariffe dell’acqua del 9% per il 2012. Insomma, una vera e propria provocazione verso i cittadini della provincia di Latina!!!

Ma come? Il nostro sindaco che fa un comunicato stampa per ogni sciocchezza, non ha informato la cittadinanza su questa operazione?

E’ stato fatto tutto all’oscuro dei cittadini e contro la loro manifesta volontà. Ma non finisce qui: anche i consigli comunali della provincia di Latina sono rimasti all’oscuro di tutto.

Però, se il sindaco Forte avesse voluto, poteva comunque investire il consiglio comunale di Formia e farlo esprimere con un voto avente valenza di atto di indirizzo?

No. Anche volendo, il sindaco Forte non poteva coinvolgere il consiglio comunale di Formia, perché nella massime assise civica milita un certo Giuseppe Simeone che proprio per il ruolo di componente del consiglio di amministrazione di Acqualatina ( a 50.000 euro l’anno) ha una incompatibilità grande come una casa, e, quindi, qualsiasi decisione assuma il consiglio comunale di Formia in materia di acqua, è illegittima e inefficace.

Ma siete sicuri di quello che dite?

Il comma 21 dell’art. 4 della legge n. 148 del 14.09.2011, prevede espressamente che “(…) non possono essere nominati amministratori di società partecipate da Enti Locali coloro che (… addirittura …) nei tre anni precedenti alla nomina hanno ricoperto la carica di amministratore comunale (…)”.

Quindi in consiglio comunale di Formia opera nella piena illegalità?

Esatto. E il problema non è solo formale, ma sostanziale. Il conflitto di interesse va al di là del mero aspetto burocratico. Ed ecco perché nella iniziativa di obbedienza civile il Comune di Formia sarà contro i propri cittadini.

In che modo, quindi, gli amministratori comunali cercheranno di boicottare la vostra iniziativa di obbedienza civile?

L’obbedienza civile alla Costituzione Repubblicana significa che le bollette dell’acqua non devono più essere pagate fino a quando i due quesiti referendari sull’acqua non saranno rispettati. I consiglieri comunali di Formia cercheranno di screditare questa iniziativa, minacciando che, se non paghiamo le bollette, Acqualatina ci fa pignorare la casa, ci manda l’ufficiale giudiziario, ci stacca l’acqua, e altri argomenti di terrorismo psicologico.

Beh, Acqualatina non resterà a guardarvi mentre voi non pagate le bollette dell’acqua. I cittadini fanno bene ad avere queste preoccupazioni.

E’ vero che Acqualatina non resterà a guardare, ma è bene sapere che qualsiasi iniziativa ritorsiva porrà in essere, sarà priva di fondamento giuridico e di riscontro processuale.

Sì, ma poi quando vengono a staccarmi l’acqua, io cosa posso fare?

Staccare l’acqua ad una utenza domestica è illegale. Lo stacco del contatore dell’acqua può essere effettuato solamente dall’ufficiale giudiziario in seguito a decreto ingiuntivo per un titolo esecutivo derivante da una sentenza di un giudice.

Capito, ma a quelli di Acqualatina non gliene frega niente delle leggi. Loro vengono, e ti staccano l’acqua!!! E io come devo comportarmi?

Vanno divise due circostanze: quella che prevede che il contatore dell’acqua sia interno alla abitazione, e in questo caso i tecnici di Acqualatina non possono entrare in casa vostra senza il vostro permesso.

Quindi se il contatore è dentro casa loro non possono staccarlo?

Esatto. Anche in questo caso la Costituzione ci viene in aiuto. La proprietà privata è inviolabile e nessuno può entrare in casa vostra, tanto meno due tecnici che non svolgono alcun ruolo di pubblico ufficiale.

Quindi se vengono a staccarmi il contatore dell’acqua, io non li faccio entrare?

Esatto.

E se il contatore è esterno all’abitazione?

In questo caso è sufficiente una chiave a pappagallo per scollegare il tubo dove appongono il sigillo di chiusura del contatore, togliere il diaframma e ripristinare il normale flusso idrico.

Ma è illegale ri-attaccare un contatore!!!

No, è illegale staccare un contatore. E’ Acqualatina che opera nella illegalità. Nei giorni scorsi gli abitanti delle case popolari di via delle Fosse a Formia hanno dimostrato che riattaccare l’acqua, chiusa illegalmente, è giusto ed è un nostro diritto.

E poi cosa succede?

Succede che dopo qualche giorno vi arriverà una raccomandata in cui è scritto che se non pagate passerete un sacco di guai. In pratica si tratta di un sollecito di pagamento, con tanto di bollettino di pagamento e di scadenze varie.

E noi come dovremo comportarci?

Quella raccomandata non ha alcun valore legale, ma è solo un modo per provare ad intimidire i cittadini. Se avete paura di una raccomandata, meglio lasciar perdere.

Ok, e poi cosa succede?

Succede che vi telefonerà a casa qualche giovane di un call center di una agenzia di recupero credito, che vi avvisa che vi conviene pagare. Anche in questo caso le intimidazioni sono palesi.

E poi cosa succede?

Succede che vi arriverà un’altra raccomandata di in qualche studio legale della zona, affiliato al Popolo della Libertà, con su scritto che se non pagate entro pochi giorni, non so quale disgrazia vi capiterà.

E a questa raccomandata bisogna rispondere?

No, anche questa missiva ha solo uno scopo intimidatorio, e niente altro.

E poi? Altre raccomandate?

No. Il passo successivo dovrebbe essere un atto di citazione in giudizio da parte di Acqualatina. In pratica si tratta di dover sostenere una causa civile davanti a un giudice. E solamente in questo caso bisogna rispondere.

E quindi dovrei nominare un avvocato di fiducia? Non mi conviene recarmi a una qualsiasi associazione dei consumatori per farmi difendere gratuitamente?

Rivolgersi a una associazione dei consumatori è l’ultima cosa da fare. ATO 4 e Acqualatina si sono già comprate tutte le associazioni dei consumatori presenti sul territorio, attraverso una convenzione particolare che prevede benefici economici a favore delle associazioni stesse.

E quindi dovrei anche rimetterci i soldi per l’avvocato?

Se hai un reddito ISEE inferiore o pari a 10.628,16 euro, hai diritto al patrocinio gratuito da parte dello Stato. Se invece non rientri nei parametri per il gratuito patrocinio, devi dire al tuo avvocato che chieda che Acqualatina sia condannata anche al pagamento delle spese legali.

E il vostro comitato non offre alcuna consulenza giuridica?

Certo. I nostri legali sono a disposizione per resistere in fase di giudizio nei confronti di Acqualatina. Così come avviene da otto anni.

Capito. Ma chi mi garantisce che la causa contro Acqualatina si vince sicuro?

Nessuno. Non c’è alcuna garanzia. Questa è una lotta tra i cittadini e una azienda privata che gestisce l’acqua. Alla fine ci sarà un vincitore e un vinto, come in tutte le battaglie. Ma se abbiamo paura di esporci personalmente per vincere questa battaglia, diventa difficile andare avanti. Finora Acqualatina ha perso tutte le cause promosse dal Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina, soprattutto quelle relative alla iscrizione a ruolo delle bollette dell’acqua. Molti cittadini di Formia hanno dovuto sostenere un processo civile senza sapere se l’esito finale sarebbe stato positivo per loro, o negativo. Tutte le cause sono state vinte, tant’è che coloro che si sono esposti in prima persona sono riusciti a far annullare non solo le cartelle esattoriali emesse da Acqualatina, ma anche ad estendere l’annullamento delle cartelle esattoriali di coloro che hanno avuto paura di lottare. È grazie ai nostri legali e a quei cittadini coraggiosi che oggi Acqualatina ha posto fine alla riscossione coatta delle bollette dell’acqua.

Quindi ogni cittadino è direttamente responsabile della propria azione?

Esatto. Mai come questa volta ognuno di noi deve rendersi responsabile della propria azione, e deve essere consapevole che la battaglia sarà lunga ed estenuante. Ma l’iniziativa di “obbedienza civile” è l’unica possibilità di vittoria che abbiamo. Ed è per questo che auspichiamo una ampia partecipazione di cittadini di Formia.

E quindi più cittadini aderiranno alla iniziativa di “obbedienza civile” e più possibilità di vittoria ci sono?

Esatto. Se raggiungiamo una massa critica di almeno 1.500 cittadini, sarà difficile per Acqualatina gestire un problema che non sarà più giuridico, ma che diventa sociale.

L’iniziativa di “obbedienza civile” ha valore retroattivo? Nel senso che riguarda anche le bollette degli anni precedenti?

No. Per una corretta mobilitazione è utile partire tutti insieme. Per quanto ci riguarda dal 1 gennaio 2012 bisogna iniziare il boicottaggio delle bollette dell’acqua.

Come pensate di coinvolgere l’intera cittadinanza di Formia a questa iniziativa?

Nei prossimi giorni affiggeremo nella città una serie di locandine informative, una sorta di vademecum dell’iniziativa di “obbedienza civile”, in modo da informare tutti i cittadini sulle modalità di adesione all’iniziativa. Inoltre contiamo di diffondere comunicati stampa e di utilizzare i siti e i blog di informazione locale per veicolare al massimo l’informazione. Confidiamo, inoltre, in una partecipazione attiva dei cittadini, in modo che ognuno di noi possa diventare veicolo di informazione nel proprio quartiere e sul proprio posto di lavoro.

Un’ultima questione: come pensate di rapportarvi con le forze politiche locali?

La battaglia per l’acqua pubblica è nata dal basso, attraverso l’impegno dei comitati territoriali, senza l’appoggio di alcun partito. Il referendum è stato vinto dai cittadini, che sono stati protagonisti della loro scelta. Vogliamo continuare a lavorare al di fuori dai partiti e dagli schieramenti politici, perché oggi più che mai gli stessi partiti che sono presenti in Parlamento stanno facendo di tutto per nascondere e sedare qualsiasi protesta riferita al rispetto dei quesiti referendari. Vogliamo continuare a lavorare dal basso, con i cittadini, con la consapevolezza che questa battaglia di civiltà, di partecipazione, di democrazia e di giustizia sociale si vincerà solo con il consenso e con il coinvolgimento diretto delle masse popolari. “

Allora, niente delega in bianco ai partiti?

Sabato scorso c’è stata una grande manifestazione nazionale a Roma per chiedere il rispetto dell’esito dei quesiti referendari dell’acqua. Non abbiamo visto alcuna bandiera del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori, ovvero di quei partiti che il giorno dopo la vittoria referendaria volevano attribuirsi meriti non propri. Neanche una bandiera, né alcun parlamentare e neanche uno straccio di dichiarazione stampa. Niente di niente. Evidentemente erano indaffarati a genuflettersi a Monti e alle sue compatibilità economiche liberiste. Noi andiamo avanti, a prescindere dal coinvolgimento dei partiti politici. Non vogliamo essere fregati un’altra volta!!!!

ComitatoSpontaneo di Lotta contro Acqualatina di Formia

Questa voce è stata pubblicata in Acqua. Contrassegna il permalink.

Commenti

  1. raffaele scrive:

    ma no si puo’ raccogliere delle firme per buttarli definitivamente fuori
    saluti